La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l'8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio.
Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell'anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell'estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente. Con l'andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in una festa commerciale, talvolta anche in Sagra.
Ancora oggi questa festa in Italia è molto sentita, pur avendo negli anni la mamma assunto nuovi ruoli nell’ambito della società, si parla tanto, di FAMIGLIA e di MAMMA. Ma in modo particolare ne parlano i partiti di centrodestra, ma il centrosinistra come al solito si accoda.
L'Italia dovrebbe essere quindi il paradiso delle mamme ed è invece uno dei paesi d'Europa in cui la condizione di madre è più difficile.
La prova è che la natalità è tra le più basse del mondo.
La PRECARIETA' impedisce alle ragazze di fare progetti sul loro futuro. Questo vale anche per gli uomini ovviamente, ma le donne pagano un prezzo più alto perché, se desiderano essere madri, diventeranno “PRIMIPARE ATTEMPATE” con rischi per la loro salute, oltre che per quella di figli e figlie. Alle precarie non è riconosciuta alcuna indennità di maternità e i contratti a progetto prevedono il rientro al lavoro subito dopo il parto.
La LEGGE 40 sulla fecondazione assistita, voluta dalle correnti filoclericali di centrodestra e centrosinistra, impedisce l'esame preimpianto degli ovuli fecondati e costringe le madri, in caso di malattie e malformazioni del feto, o ad abortire o ad accettare una prole malata. Ci auguriamo che la recente sentenza della Cassazione porti ad una modifica della Legge. Inoltre, la stessa legge non ammette il donatore esterno alla coppia, fa aumentare i cicli necessari per ottenere le stesse possibilità di successo, costringendo le donne ad un vero esilio riproduttivo in altri Paesi.
La legge 194 che consente l'ABORTO nei primi tre mesi di gravidanza è continuamente sotto attacco, così come l'idea che le donne debbano poter scegliere se e quando diventare madri.
La carenza di ASILI NIDO PUBBLICI e il costo dei privati costringe le donne o a tornare a casa per anni oppure a spendere l'intero salario per tenere i figli all'asilo.
L’introduzione del MAESTRO UNICO con il conseguente smantellamento del tempo pieno, crea ulteriori problemi alle mamme lavoratrici, che si ritroveranno a dover pagare un servizio, per di più di qualità nettamente inferiore. Molte insegnanti precarie resteranno a casa, per effetto dei tagli.
La GRAVIDANZA è spesso causa di LICENZIAMENTO, anche se la legge lo vieta. Alcuni padroni, al momento dell'assunzione, fanno firmare alla donna dimissioni volontarie in bianco, da poter utilizzare al momento opportuno. Il governo Berlusconi ha cancellato una legge del governo precedente che imponeva moduli numerati per impedire il ricatto.
7 mesi dopo, la lettera di licenziamento…
Tutte le statistiche di organismi internazionali dicono che le donne italiane lavorano in casa molto più degli uomini e molto più delle donne di altri paesi. Sono le seconde nel mondo dopo le Kenyote.
L'anticipazione dell'ETA' PENSIONABILE a 60 anni è una specie di compenso per il lavoro svolto in casa. Ora il governo Berlusconi vuole portare a 65 anche l'età pensionabile delle donne, nella prospettiva poi di portarla a 67 per entrambi.
Sono sotto tiro CONGEDI DI MATERNITA', congedi parentali, permessi per i disabili e per chi se ne prende cura, l’esenzione dal lavoro notturno per le neomamme: spesso vengono violate le leggi o firmati accordi sindacali che peggiorano le condizioni, come è avvenuto nel passaggio da Alitalia a CAI.
Molte donne che lavorano a PART-TIME preferirebbero lavorare a tempo pieno, ma ad altre, che vorrebbero occuparsi personalmente dei figli o costrette dalla mancanza di servizi per l'assistenza agli anziani e la cura dei bambini a chiedere il part-time, non viene concesso, sono emarginate, escluse dai premi e tormentate perché accettino straordinari e nuovi carichi di lavoro.
Il decreto correttivo del Testo Unico sulla SICUREZZA sul lavoro, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe reintrodurre la visita pre-assunzione: in questo modo, se una lavoratrice è in stato di gravidanza potrà scordarsi l’assunzione e, conseguentemente, anche l’indennità di maternità!
Il PACCHETTO SICUREZZA propone la denuncia delle clandestine da parte delle strutture sanitarie e l’impossibilità di denunciare e riconoscere un figlio da parte delle madri irregolari: una proposta crudele e nazista. Strappare i figli dal grembo delle madri!
Noi Donne dell’I.S.A. abbiamo abbastanza motivi per denunziare tutto ciò e vorremmo che tutte le donne, nonché mamme condividessero i nostri stessi principi, per una difesa del lavoro.